Magnini

Giovedì 27 febbraio il Tribunale internazionale dello sport di Losanna (Tas) ha assolto l’ex nuotatore Filippo Magnini dall’accusa di aver tentato di fare uso di sostante dopanti, mossagli dal Tribunale nazionale antidoping nel novembre del 2018. In quella occasione Magnini venne squalificato per quattro anni, pur essendosi già ritirato dall’attività professionistica. Adesso il tribunale nazionale è stato condannato a risarcire Magnini delle spese processuali sostenute. Un po’ di dati sulla carriera di quello che è considerato il miglior sileliberista italiano di sempre. Numeri di Luca Roberto.
2-2-1982
La data di nascita di Magnini, pesarese. All’inizio la sua specialità era lo stile a rana. Il suo allenatore Claudio Rossetto, incontrato dopo essersi trasferito a Torino, lo indirizzò verso lo stile libero: in quella disciplina è diventato uno dei nuotatori più vincenti della storia del nuoto italiano. Tra i suoi primi successi l’argento nei 100 metri e il bronzo nei 200 metri stile libero ai campionati italiani estivi del 2002. Un anno più tardi sarà convocato in nazionale come staffettista ai mondiali di Barcellona.
48” 04
Il suo primato personale nei 100 metri stile libero in vasca lunga, stabilito ai mondiali di Roma del 2009. E’ il terzo miglior tempo nella disciplina per la storia del nuoto italiano (meglio di lui hanno fatto solo Luca Dotto, 47” 96, e Alessandro Miressi, 47” 92).
2
Le medaglie d’oro vinte nei 100 metri stile libero, consecutivamente, nei campionati mondiali di Montreal (2005) e Melbourne (2007). In vasca corta ha conquistato anche l’oro ai mondiali di Shanghai (2006) sia per la staffetta 4x100 che per quella 4x200. Per quel che riguarda le Olimpiadi, è riuscito a vincere una medaglia di bronzo nella staffetta 4x100 ad Atene (2004). Ha vinto 31 campionati italiani.
2006
Ai campionati europei di quell’anno, dopo aver conquistato il titolo nella sua specialità, festeggiò venendo omaggiato dai suoi compagni di nazionale con una corona di plastica. Lo scatto finì sulle pagine dei giornali, che da quel momento in poi lo rinominarono “Re Magno”.
2.2
La norma del codice di condotta stilato dall’Agenzia mondiale anti-doping (Wada) con cui il tribunale sportivo antidoping era giunto alla condanna di quattro anni. Punisce “l’uso o il tentato uso di sostanze dopanti”.